Qualcuno di mia conoscenza ha già descritto la soddisfazione che si prova a vedere la propria firma sul giornale che ha sempre girato per casa e che si sfogliava da piccoli, quando a stento si sapeva leggere.  Quindi non mi dilungherò a spiegare che cosa si prova ad avere tra le mani il Magazine del Corriere della Sera e trovare un pezzettino con il proprio nome sotto.  Dico solo che una volta tanto, devo ammetterlo, Lavinia aveva ragione.

 

Passeggiata a Mazara del Vallo, Piazza dell Repubblica

Passeggiata a Mazara del Vallo, Piazza della Repubblica

 

Luca Toni

 

La palla è rotonda, la capa gira, e l’Italia, che ha esordito agli Europei contro gli Orange perdendo 3-0 e pareggiando a stento  contro i rumeni,  fa fuori la Francia, mentre Olanda e Romania non si sono mangiati il biscotto, come tutti si aspettavano.

 Abbiamo vinto con un rigore e un autogol, ma va bene così. Ora ci aspetta la Spagna di  David Villa, che in questo momento la tocca e la butta dentro, mentre il nostro Toni ieri si è mangiato quattro gol. Speriamo ne faccia altrettanti la prossima partita. In compenso, dopo la vittoria contro i Bleus, tantissimi sono convinti che l’Italia vincerà la Coppa. A me basterebbe arrivare in semifinale, trovare la banda Van Basten e bastonarli a dovere. Ma sono gusti…

truffè sanità

 

In questi mesi tutti si sono riempiti la bocca sull’eccellenza del modello lombardo,  più volte indicato come quello da esportare in altre Regioni, in primo luogo per la sanità. Qui in Lombardia sì che funziona. Qui in Lombardia ci sono le vere eccellenze. Qui in Lombardia però il deficit di bilancio per la sanità è bello alto, è forse si comincia a capire perchè, dopo il caso della clinica Santa Rita, dove i medici asportavano seni senza che ci fosse un tumore, pur di ottenere i rimborsi regionali. La stessa cosa succede in Sicilia: la sanità pubblica è nelle condizioni che sappiamo, mentre prosperano le cliniche private, dove pare nessuna donna partorisca più naturalmente, perchè il rimborso del cesareo è più alto.

Dalla mattina alla sera sentiamo i politici nei telegiornali blaterare  sull’esigenza di rafforzare le misure per garantire la sicurezza. S’invocano leggi draconiane, inasprimento delle pene, pugno duro contro i clandestini e le prostitute, perchè i cittadini hanno il diritto di sentirsi sicuri quando camminano per le strade. Anche quando si entra  in ospedale, però, si dovrebbe  avere la sicurezza di non  venire operati solo per avere il rimborso regionale. Eppure di questo nessuno parla, anzi, nessuno dovrebbe più parlare, perchè  se andrà in porto il provvedimento anti-intercettazioni fortemente voluto dalla maggioranza di centrodestra, beccare con le mani nel sacco chi  si comporta come i medici del Santa Rita sarà molto difficile. Con buona pace della tanto sbandierata esigenza di sicurezza dei cittadini.

Italia  - Olanda 0-3

Dopo giorni di assenza giustificata, riappaio sulla Rete per commentare quello che non avrei mai voluto: le tre pappine rimediate dall’Italia all’esordio degli Europei per mano di un’ Olanda che giocava con 32 denti avvelenati. Non ce lI ricordiamo solo noi l’Europeo del 2000, il cucchiaio di Totti, le parate di Toldo. Devono essere rimasti ben impressi anche nella  mente degli Orange, visto che ieri sembravano indiavolati, mentre alcuni dei nostri vagavano smarriti per il campo. In 90 minuti abbiamo preso il triplo dei gol incassatI al Mondiale 2006. Barzagli e Materazzi non sono Nesta e Cannavaro, e la scarsa forma di Gattuso ha fatto il resto: al centro gli olandesi hanno fatto quello che hanno voluto. Non sempre si può vincere, qualche volta si perde ma mai si vorrebbe farlo così. Buffon ha chiesto scusa agli italiani , Donadoni no, ma sono dettagli: rimangono tre schiaffoni e il morale sotto i tacchi. Poi ci si è messa anche la sfiga: qualche tiro in porta l’abbiamo fatto, forse parleremmo d’altro, se la palla fosse entrata. Se.

 

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare.


Bertolt Brecht

 

Ronaldo piangente

Meno uno. Alla fine del campionato. Meno uno. La distanza della Roma dall’Inter. Mancano 90 minuti, e l’Inter vede praticamente azzerato il vantaggio costruitosi in questi mesi nei confronti della Roma di Spalletti. Doveva essere il campionato della consacrazione, quello in cui doveva emergere il dominio sul campo dei nerazzurri. E’ stato così solo per una parte della stagione. Ora rischia tutto rischia di trasformarsi in un incubo quello già vissuto, e che agiterà le notti dei nerazzurri per tutta la prossima settimana: 5 maggio 2002, in testa alla classifica dall’inizio del campionato, titolo perso all’ultima giornata. Con una differenza: i nerazzurri la prossima settimana affronteranno non la Lazio del 2002, apparentemente senza motivazioni, ma il Parma, che si deve salvare e che è allenato da un certo Hector Cuper. Auguri.

Beppe Grillo

 L’Agenzia delle entrate ha messo in rete i redditi dei contribuenti. I consumatori protestano contro la violazione della privacy. Il viceministro Visco lo definisce un fatto di democrazia. E Beppe Grillo? Quello che urla e strepita, auspicando la democrazia di Internet, garanzia di trasparenza? Beppe Grillo, che tra parentesi nel 2005 ha dichiarato un reddito di oltre 4 milioni di euro, s’infuria. Perchè, secondo lui,  i dati saranno così accessibili anche alla criminalità organizzata, favorendo sequestri ed estorsioni. Invita perciò i visitatori del suo blog a mandare una mail al futuro ministro dell’Economia Giulio Tremonti perchè blocchi l’accesso a queste informazioni. Un solo commento, molto grillino…ma VAFFANCULO!

 

Tutto è nato a dicembre in un ristorante dI fronte  alla Stazione Termini, davanti ad un piatto di pasta immenso. Anche perchè dopo una prova d’ingresso all’Università nutrirsi è d’obbligo.

Tutto è finito domenica scorsa, a Perugia, quando io e Lavinia siamo state premiate al Festival del Giornalismo per questo video, che s’intitola Sotto il Cielo Di Baghdad e ripercorre la storia di Enzo Baldoni.

In mezzo ci sono una gita a Collaccio dal papà di Enzo Baldoni, un’intervista ad un inafferrabile Deaglio bloccato sotto casa con i sacchi della spesa in mano, una domenica tra biberon e première, e Lavinia disperata perchè sforavamo i sei minuti previsti dal regolamento.

Invece è andata bene.

 

 

Bertinotti

 

La sinistra ARCOBALENA (così l’ha chiamata due volte il direttore del Sole 24 Ore Ferruccio De Bortoli, ieri pomeriggio in collegamento con lo Speciale Elezioni di Rai Uno) è fuori dal Parlamento: non è riuscita a superare lo sbarramento ne’ alla Camera ne’ al Senato.

Comunisti Italiani, Verdi, Sinistra Democratica e Rifondazione hanno preso meno di quanto prendesse la sola Rifondazione Comunista. Per la prima volta nella storia della Repubblica non ci sarà nessun comunista tra i banchi del Senato o della Camera.

Qualcuno dice che sono vittime della loro partecipazione ai due anni di governo Prodi, dove hanno scontentato tutti: i riformisti, che malsopportavano i loro veti, e la loro base, che ha ingoiato troppi rospi. C’è una parte di verità in questo ragionamento. Ma il motivo del crollo non sta solo qui.

La Sinistra ha perso di vista la sua base sociale: non ci sono solo gli insegnanti e ricercatori, laureati e precari, in possesso di strumenti in grado d’intepretare la realtà.  C’è una massa di lavoratori della piccola e media impresa e della grande distribuzione che percepisce tutto il velleitarismo delle  proposte di Diliberto, Bertinotti and Co.

Trasformare i contratti a tempo determinato in contratti a vita: lo sanno tutti che non è possibile. Lo sanno tutti che, precario o no, un posto di lavoro è meglio avercelo, e che i diritti vanno bene ma bisogna anche lavorare, soprattutto in un momento come questo.

In compenso durante la campagna elettorale, la Sinistra Arcobaleno non ha speso una parola sulla sicurezza che, come un certo Cofferati va predicando, è quanto più interessa alle persone meno forti, quelle che vivono nelle grandi periferie e non bazzicano i salotti radical chic. Un bagno di realtà è l’unica cura che mi sento di consigliare ai comunisti se vogliono vedere riaprirsi le porte di Palazzo Madama e di Montecitorio.

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