AlitaliaIeri sera ho visto a sprazzi La Storia Siamo Noi, condotto Giovanni Minoli, che può stare simpatico o meno, ma la televisione la sa fare, eccome. La puntata era dedicata ad Alitalia: un documentario  ha ripercorso gli ultimi quindici anni della storia della compagnia di bandiera italiana, 15 anni vissuti tutti sull’orlo del fallimento.

E ‘incredibile la sequela di errori che si sono riusciti a collezionare. L’apertura di Malpensa e il mantenimento di Linate, con Alitalia costretta ad una concorrenza impossibile su tre fronti (Malpensa, Fiumicino, Linate) con i vettori lowcost. La mancata privatizzazione e l’accordo con la KLM in fumo.  La convinzione che un’azienda si rilancia con i tagli delle rotte e del personale, che ha portato a chiudere, ad esempio, il collegamento strategico  con Pechino, con l’82 percento di riempimento, mentre il mercato cinese era in  pieno sviluppo. Oltre agli ex manager, la storia di 15 anni di errori è stata  raccontata con amara lucidità dai piloti e dagli stewart, che guadagnano più o meno la metà di quello che prendono i colleghi di Airfrance e Lufthansa.

Alitalia si trova nella condizone in cui è oggi per l ‘incapacità della nostra classe politica di fare scelte a lungo termine, rispondenti ad esigenze strategiche nel lungo periodo, e non alla prossima scadenza elettorale. Una storia che in questi giorni si sta tristemente ripetendo.