di Elvira Pollina

Chi lo ha detto che per organizzare un viaggio bisogna affidarsi a un tour operator oppure ad un’agenzia? Da tempo la Rete offre una serie di opportunità a chi non vuole sentirsi ingabbiato nei pacchetti offerti dagli operatori specializzati. L’ultima tendenza, manco a dirlo, è affidarsi a blog e socialnetwork per progettare le proprie vacanze. Chi vuole godersi l’essenza di una città, mimetizzandosi tra i suoi abitanti e assaporandone  l’atmosfera quotidiana, evitando di farsi travolgere dal flusso scontato del turismo di massa, non deve che affidarsi al web. Un vero e proprio punto di riferimento in questo campo è Couchsurfing (www.couchsurfing.com) che può essere definito il socialnetwork dei “ciceroni”.

Coachsurfing consente a chi vuole visitare una città di mettersi in contatto con un membro del network che in quella città vive e lavora, e che si offre per fare da guida ma anche, se c’è la possibilità, per dare ospitalità a casa propria, “mettendo a disposizione il proprio divano o la propria cucina anche solo per bere un caffe’ ”, come si legge nel sito. Un modo per vivere le città non come mete turistiche ma conoscendole attraverso gli occhi di chi ci vive ogni giorno e  a costi molto bassi. Ovviamente, il resoconto del viaggio viene poi condiviso con gli altri utenti, come vuole la logica dei socialnetwork. E viene valutata anche la qualità dell’ ospitalità. I numeri di Couchsurfing sono impressionanti: oltre 853mila iscritti e 810mila viaggi andati a buon fine. Sono rappresentati 230 paesi e oltre 51mila città, tra cui molte italiane. Roma al momento conta oltre 2mila divani disponibili, Milano poco meno di 1700. Ben rappresentate anche Firenze, Napoli, Torino e Palermo.

Se pensate che Couchsurfing sia troppo per voi ma non volete rinunciare ad assaporare l’atmosfera autentica dei posti che volete visitare, allora potete affidarvi ai blogger di Spotted by Locals. (http://www.spottedbylocals.com). Saranno loro che in quelle città ci vivono a guidarvi e a consigliarvi la trattoria dove si mangia bene spendendo poco, oppure il locale più adatto per trascorrere la vostra serata. I blogger scrivono da una ventina di grandi città europee, tra cui Milano. Ancora più ricGI Lca è l’offerta di Tipi Metropolitani (www.tipimetropolitani.it) , e-magazine che comprende anche un network di blog dedicati ad una trentina di città sparse per il mondo. Anche qui chi scrive vive la città dal di dentro, offrendo spunti e consigli a chiunque voglia saperne di più su tendenze ed eventi in programma ad Amsterdam, Bangkok, Madrid, Roma, Barcellona o New York, giusto per fare qualche esempio. Non resta che fare le valigie e salire sul primo volo. Low cost, naturalmente.

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Non sono solo i giovani artisti emergenti ad usare internet per far conoscere le proprie opere. Mel Ramos, 73 anni, uno dei pochi esponenti della pop art ancora in attività, ha scelto la Rete per far conoscere le sue opere, che continuano ad essere richieste per esposizioni in tutto il mondo. Ramos, che ha un proprio sito non ha mai ostacolato la diffusione dei suoi lavori sul web. Del resto la sua arte si caratterizza per essere riuscita a precorrere i tempi: a partire dagli Anni Sessanta, quando si affermava il movimento della Pop -art, guidato da un certo Andy Warhol, Ramos iniziò a creare una serie di opere che accostavano il nudo femminile ai più comuni prodotti di consumo, così come erano rappresentati nelle reclame.
Il tutto in un’epoca in cui il nudo di donna, di cui la pubblicità oggi fa spesso uso per attirare l’attenzione, era un tabù. E il corpo senza veli di un’ attrice che reclamizzava l’ultimo modello di auto o il dentifricio si poteva appena immaginarlo. Ramos fece di più, ritraendo i corpi di pin up senza veli accanto a “prodotti inncoenti”, come la bottiglia di Coca Cola, l’hamburger, le patatine fritte di McDonald’s, i sigari e i pacchetti di sigarette, la stecca di cioccolato, il tubo di caramelle. Prodotti che diventano “hot”, senza per questo scadere nella volgarità, ma con un tocco d’ironia.

In molti casi, Ramos si è ispirato a donne famose del cinema e dello spettacolo. Come quando, con la sua matita, ha fatto sedere una sensualissima Virna Lisi su un panino: Virnaburger, così si chiama l’opera, testimonia come il fascino dell’attrice italiana avesse attraversato l’Oceano. Anche l’ex modella tedesca Claudia Schiffer è finita in un hotdog. Non poteva mancare, ovviamente, l’icona pop per eccellenza: Marylin Monroe, che Ramos ha immaginato di spiare da dietro un buco della serratura.

Oggi le opere di Ramos continuano a viaggiare per il mondo, e a partecipare a numerose esposizioni. Alcune, tra cui Virnaburger, sono state a Roma l’anno scorso, ospiti di una mostra dedicata al movimento artistico presso le scuderie del Viminale. Ma per tutti quelli che vogliono ammirarle non è necessario attendere la prossima esposizione: basta fare un tour per la Rete alla scoperta di un artista pop nel vero senso del termine.

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Avete presente quella lucetta rossa che rimane accesa nonostante lo schermo della tv o del pc siano spenti? Oltre ad avvertirci che i dispositivi non sono “off” ma in standby, quella lucetta è un po’ la spia della nostra pigrizia, che ci porta a premere  il pulsante rosso del telecomando per non alzarci e schiacciare il tasto spegnimento.
Una pigrizia che ci costa cara: 7 miliardi di euro l’anno, secondo i calcoli della Commissione Europea, solo per i Paesi aderenti alla CE. Non per niente lo standby è anche detto vampire power: nel silenzio della notte, succhia la “linfa” energetica senza che ce ne rendiamo conto. Una tv in standby consuma fino a 15 watt, pari al 10% del suo consumo quando sullo schermo scorrono le immagini dei film, dei tg dei quiz.

A salvarci da ulteriori salassi potrebbe essere un microprocessore messo a punto in Spagna, che  riconosce quando l’apparecchio è in standby e stacca l’afflusso di corrente. Realizzato dalla società Good for You Good for the Planet, 100% OFF, questo il nome provvisorio del dispositivo, è ancora in fase di testing ma, assicurano dalla società, arriverà presto sul mercato.
Il processore, inserito tra il cavo di alimentazione e la presa a muro (per esempio, in una “ciabatta” multipresa) toglie la corrente ai dispositivi collegati alla rete elettrica in modalità standby. Per riavviarli non bisognerà far ripartire il processo di accensione da zero, ma premere un bottone.

Esistono già in commercio dispositivi simili, ma 100% OFF è il primo a fare tutto in maniera automatica, senza alcuna necessità di essere programmato, e funziona su tutti i dispositivi elettronici. L’ipotesi è che possa venire integrarlo direttamente negli apparecchi di nuova produzione. Intanto, però molte tv Lcd e la maggior parte delle nuove console, come la Wii, sono completamente sfornite del tasto di spegnimento e rimangono continuamente in standby. A meno che non si stacchi la spina.

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Chiunque pratichi Internet lo sa: i blog spuntano come funghi nella Rete. La blogosfera ormai da qualche anno, da nicchia riservata ai pochi eletti che conoscevano i linguaggi informatici, si è trasformata in una terra densamente popolata, in cui non è facile orientarsi.

Ecco perché Affari inizia un viaggio tra i blog italiani, e propone ai suoi lettori alcuni diari online degni di essere cliccati perché in qualche modo raccontano una storia, merce preziosa di questi tempi.

C’è la tassista che svela le confessioni dei suoi clienti, il manager che spiega perché in Italia domina l’arte della cattiva gestione e l’eterna stagista che riempie i suoi post con i racconti di chi lavora gratis. Ci sono i pendolari incazzati che fotografano le scatole di sardine su cui viaggiano ogni mattina e poi mettono le immagini in Rete. C’è chi ha fatto del blog una professione, come Paolo Attivissimo, che sul suo Disinformatico, si diletta a smascherare le bufale di cui è pieno il Web. E poi c’è la famiglia di Greta, una ragazza che dal 13 gennaio 2006, quando, a 17 anni, venne coinvolta in un incidente pauroso, “vive su una nuvola”, perché non riesce più a muoversi e a comunicare. Sua madre e sua padre hanno pensato di crearle un blog, dove raccontano la gioia dei piccoli progressi e l’angoscia dei giorni sempre uguali.

C’è chi ha aperto un blog quasi per caso, come Manila Benedetto, e poi si è ritrovata scrittrice. Chi, come John Beer, ha avuto l’idea geniale di mettere online le note disciplinari collezionate dai Pierini di tutta Italia. Chi non vuole rinunciare al piacere di disegnare sulle pagine di Moleskine, il taccuino più famoso del mondo, salvo poi mettere le foto dei suoi capolavori sul web, come il blog-artista di MyMoleskine. Chi ha messo in Rete tutta la sua nostalgia per gli anni Ottanta. Potevano mancare le chiacchiere da bar sport, passatempo preferito degli italiani? Ovviamente no. Uno dei blog più frequentati, anche dopo la dipartita del Mancio dalla panchina della Beneamata, è Io sto con Mancini.

Ci sono i blogger che parlano della loro città o del proprio quartiere, come i genovesi di www.centrostorico.genova.it e i palermitani di www.rosalio.it . Quelli che si fanno beffe dei media tradizionali, come OdioStudioAperto e Chissenefrega.com. Quelli che parlano di serial tv e di doppiaggio, come Antonio Genna, il più quotato sulla piattaforma italiana di WordPress. E, dulcis in fundu, tre donne. Marina, attaccata ad un respiratore dal 2003, che vive in simbiosi con il suo computer e comunica attraverso i suoi post e i suoi libri. Dania, la Malafemmina, che da 5 anni tiene incollati i navigatori con le sue peripezie da seducente precaria. Sigrid, trentenne belga, italiana d’adozione, che ha conquistato il web con le sue foto-ricette.

 

 

 

 

 Il nostro viaggio nell’Italia dei blog comincia da loro. Continuate a seguirci…

 Elvira Pollina

PRIMA PUNTATA – LA PRINCIPESSA DELLA BLOGOSFERA