Fakebooks

Si chiamano Fakebooks, sono lunghi poco più di una riga e molto meno di un SMS, e strappano un sorriso. Sono le freddure raccolte su questo blog collettivo. Gli autori, come vuole la legge del 2.0, sono gli utenti. I quali in pochi mesi si sono sbizzarriti e, complice il passaparola, hanno dato vita ad un piccolo cult della Rete. Per diventare un fakebook blogger non servono credenziali particolari. Basta saper condensare in una riga una storia che faccia ridere, magari, come fanno alcuni, giocando con i titoli e le trame dei film, con i clichè della letteratura o gli spunti offerti dall’attualità. Se pensate sia facile non vi resta che provare. Se invece vi accontentate di leggere, vi proponiamo una lista dei nostri preferiti. Da leggere tutti d’un fiato.

 

 

Un bambino di legno desidera diventare un bambino vero. Al suo ottavo compleanno esprime il suo desiderio ma nello spegnere le candeline prende fuoco.

Lei lo fissava da lontano. Lui la cercava tra la folla. Poi, finalmente, i loro sguardi si incontrarono. Toccava a lei essere interrogata.

Lui è un supereroe mascherato che si cambia d’abito solo nelle cabine telefoniche. Con l’avvento dei cellulari, la sua attività va in crisi.

Fantozzi contro Titti. Le nuove disavventure del ragionier Ugo, questa volta alle prese con un fastidioso canarino dei cartoni animati.

Lui da anni voleva entrare in Marina. Ma i fratelli di Marina lo riempiranno di botte .

Fantozzi contro Tootsie. L’ennesimo capitolo della saga di disavventure del ragionier Ugo, questa volta alle prese con Dustin Hoffman travestito da donna.

Di giorno “lavora” come dipendente statale, di notte _ un eroe mascherato che combatte le ingiustizie. Ma l’avvento di Brunetta e la lotta all’assenteismo daranno un duro colpo alla sua vita notturna.

Era capace di apprendere qualunque cosa mentre dormiva. Al suo risveglio però non ricordava niente.

Lui è un ragazzo che decide di andare alla ricerca di suo padre. Lo trova nel bar sotto casa a giocare a carte con gli amici.

 

LEGGI L’ARTICOLO SU MAX

Di Elvira Pollina

Mondoblog, il viaggio di Affari nella Blogosfera

 

In tempi in cui predomina il Mourinho pensiero, un blog che si chiama www.iostoconmancini.com potrebbe sembrare poco aggiornato. Eppure, se OleOle, la più grande community internazionale dedicata al calcio, ha deciso di acquistarne i diritti per i prossimi tre anni ci sarà un perché.

Il successo del mio blog, che conta oltre un milione e mezzo di visite dal 2006 – spiega il suo autore, Simone Nicoletti – è tutto legato alla community che è riuscito a sviluppare. I miei post raggiungono i mille commenti al giorno, e molti interisti fanno la cronaca in diretta della partita ogni domenica”. Un match seguito in tempo reale in stile 2.0.

Tutto questo ha convinto OleOle a scegliere iostoconmancini, che è diventato il primo blog italiano a far parte del network. Il suo autore riceverà ogni mese un compenso degno di un giornalista professionista per continuare a scrivere di Inter, la sua grande passione, e di tutto ciò che le gira intorno. Un caso unico nella blogosfera italiana, i cui membri, professionisti dell’ informazione a parte, guadagnano poco o nulla per la loro attività. Simone, che ha 34 anni, vive a Pavia, e lavora per un’azienda di marketing, è entusiasta ma cerca di restare con i piedi per terra: “Manterrò comunque il mio impiego: lasciarlo per vivere col blog sarebbe troppo rischioso, dato che l’accordo con OleOle è legato al raggiungimento di certi risultati”. Un po’ come avviene nel calcio giocato.


www.iostoconmancini.com

Sono sempre stato un appassionato di calcio e di Inter. In passato ho collaborato con diversi giornali minori, più per il piacere di scrivere che per guadagnare, visto che per un pezzo pagavano una miseria” racconta Simone. Poi arrivano Internet e i blog. “Ho aperto il mio subito dopo la sconfitta dell’Inter ad opera della Juventus nel febbraio 2006. La panchina di Mancini scricchiolava, molti lo davano vicino all’esonero, così la scelta del nome fu facile: Io sto con Mancini”. Simone, infatti, come molti altri interisti, individuava nella mancanza di continuità il male dei nerazzurri. “Allora non erano emerse le intercettazioni di Moggi, ma credo ancora che la mancanza di un progetto a lungo termine fosse uno dei motivi per cui l’Inter non riusciva a vincere”.

Io sto con Mancini diventa un punto di ritrovo in Rete per i tifosi nerazzurri, una specie di bar sport del web dove si possono sondare gli umori dei sostenitori della Beneamata. Neanche a dirlo il post che ha avuto più commenti, dopo quello della vittoria dello scudetto lo scorso anno, è stato quello che commentava l’esonero del tecnico jesino da parte di Moratti. “Lì gli interisti si sono spaccati in due, tra chi già rimpiangeva Mancini e le sue vittorie, e chi era entusiasta dell’arrivo di un allenatore come Mourinho, capace di far vincere la Champions League” spiega Simone. “Da parte mia, posso solo essere contento che uno come lui sieda sulla panchina dell’Inter, ma non mi è piaciuto come è stato mandato via Mancini”.

Qualche mese fa Simone viene contattato da OleOle, che gli propone un contratto. Il passaggio nella nuova piattaforma è avvenuto in questi giorni. Il nome del blog è rimasto lo stesso. “La decisione di conservare il nome, nonostante Mancini non alleni più l’Inter, è legata alla filosofia della continuità, che è alla base della nascita di iostoconmancini”. Insomma: nome che vince, non si cambia. Ma allenatore, aggiungiamo noi, sì.

Marina Garaventa ha 48 anni e vive a Savignone, in provincia di Genova. Sei anni fa, viene colpita dalla rara sindrome di Guillame Barrè che le cambia la vita.

Lei, così attiva, tra conferenze e libri di musica, senza dimenticare l’impegno come assessore alla cultura del suo Comune e un incarico alla Comunità Montana, si ritrova inchiodata in un letto e poi attaccata ad un respiratore,che finirà per danneggiarle le corde vocali, impedendole di parlare.

Fine della storia? Neanche per sogno. Marina non si perde d’animo, e lotta, senza retorica, senza proclami, con tanta ironia e il supporto di una truppa composta dal suo compagno, dai due anziani genitori, dagli amici che affollano la sua residenza reale nella valle Scrivia. Non perché vuole insegnare qualcosa. Semplicemente perché a lei vivere piace. Anche se vivere così – come ammette lei stessa – non è facile.


www.laprincipessasulpisello.splinder.com

Il computer diventa un prolungamento del suo corpo, e nel 2006 apre un blog, www.laprincipessasulpisello.splinder.com. Principessa per gli amici lo è sempre stata. “Il pisello – spiega lei – è arrivato dopo, quando ho cominciato ad avere la necessità di riposare su letti comodi e pieni di morbidi cuscini”. Proprio come la protagonista della fiaba di Hans Christian Andersen. “Ho creato il mio blog il 16 maggio del 2006, il giorno del mio compleanno” ricorda Marina. “Trovo sia un modo splendido di comunicare e di conoscere persone nuove, anche molto diverse da me”. Marina aggiunge un post ogni settimana, ma è sempre impegnata a rispondere ai messaggi che le lasciano i visitatori. Scrive di tutto, racconti , fiabe, recensioni, commenti politici. E poi, racconta le sue giornate, “sempre troppo corte”, in maniera sorprendentemente gustosa. Non ha paura di farsi vedere nella sua condizione: anzi, spesso nei post ci sono foto e video che la immortalano, in pose davvero buffe.

Non che abbia un carattere facile. Anzi, morde. Non sono poche le volte che manda a quel paese chi le fa saltare i nervi. Ultimamente se l’è presa con Ferrara, Celentano e Bagnasco e con le loro parole sul caso di Eluana Englaro, la donna di Lecco da 16 anni in coma vegetativo permanente cui la Cassazione ha concesso venga staccata la spina. “Propongo a questi signori - ha scritto Marina lo scorso 18 luglio in una lettera al quotidiano La Stampa - di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell’attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest’esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, affanculo.


Marina Garaventa

Risposte dai diretti interessati non ne sono arrivate. In compenso sono state centinaia le persone che hanno mandato messaggi, anche attraverso il blog, alla Principessa, qualcuno d’accordo con le sue parole, qualcuno no. Lei cerca di rispondere a tutti. Nel frattempo, è impegnata a presentare il libro scritto a due mani con Emilia Tasso, la sua fisioterapista. Titolo: “La vera storia della principessa sul pisello”. “L’idea del libro nasce nel 2002. Ero in rianimazione e, per tirarmi su, Emilia mi disse: <<dai che quando esci, ci scrivi un libro>>. Così è stato. Speriamo di essere riuscite nel nostro intento: fare ridere i lettori.”

Ecco, tutto questo è quello che c’è dietro quel blog dal template, manco a dirlo, verde pisello. Scusate se è poco.

Elvira Pollina

Questo è un blog ancora in costruzione. Per chi non avesse la forza di aspettare, Nessuna promessa è disponibile su piattaforma Libero all’indirizzo http://blog.libero.it/elvona . Per gli altri, attendete con fiducia: prima o poi riuscirò a far partire questo blog…