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Gli juventini che ieri hanno visto la partita contro la Samp, finita con un mortificante 0-0, lo avranno gridato. “Ma perchè non mette dentro Giovinco?”. Bella domanda. Con Nedved che andava a 2 all’ora e Camoranesi che arrancava, il brio della formica atomica avrebbe sicuramente giovato al gioco bianconero.

Eppure Sebastian è rimasto in panchina, nonostante sia in un momento di forma strepitosa. Questo piccoletto che non arriva al metro e sessanta di altezza potrebbe diventare un “guaio” per Ranieri, che fino a a questo momento, è riuscito a gestire senza troppi traumi le risorse a sua disposizione.

Non sono per il largo ai giovani a tutti i costi. Però, Ranieri, che conosce il calcio inglese, sa che lì non si fanno troppi problemi a buttare dentro le nuove leve. Qualche nome? Owen, Crouch, Rooney, lo stesso Cristiano Ronaldo: Ferguson gli consegnò la maglia numero 7 che era stata di Beckham, Cantona e Best quando lui aveva 18 anni e poca esperienza. Si prese qualche rischio, ma oggi Ronaldo è il giocatore che tutti conosciamo ed ha ancora margini di crescita.

Sta a Ranieri saper dare le giuste responsabilità a Giovinco, sfruttandolo nei momenti in cui potrebbe risultare decisivo. Il rischio è farlo diventare un gingillo per partite ininfluenti. e questo i tifosi juventini potrebbero difficilmente perdonarglielo.

Gol

 

 

Una volta qualcuno chiese se il calcio per me era una questione di vita o di morte, e io gli risposi: no. E’ una cosa terribilmente più seria.

Bill Shankly, calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo britannico, nazionale scozzese, già allenatore del Liverpool dal 1959 al 1974 e iniziatore del ciclo più vittorioso della storia della squadra inglese.

 

Ronaldo piangente

Meno uno. Alla fine del campionato. Meno uno. La distanza della Roma dall’Inter. Mancano 90 minuti, e l’Inter vede praticamente azzerato il vantaggio costruitosi in questi mesi nei confronti della Roma di Spalletti. Doveva essere il campionato della consacrazione, quello in cui doveva emergere il dominio sul campo dei nerazzurri. E’ stato così solo per una parte della stagione. Ora rischia tutto rischia di trasformarsi in un incubo quello già vissuto, e che agiterà le notti dei nerazzurri per tutta la prossima settimana: 5 maggio 2002, in testa alla classifica dall’inizio del campionato, titolo perso all’ultima giornata. Con una differenza: i nerazzurri la prossima settimana affronteranno non la Lazio del 2002, apparentemente senza motivazioni, ma il Parma, che si deve salvare e che è allenato da un certo Hector Cuper. Auguri.

 

 Ecco il testo dell’intervista rilasciatami da Marcello Lippi per Affaritaliani.it

 

“Tornare in Nazionale? Non lo escludo e non mi dispiacerebbe”.  Marcello Lippi elogia l’attuale ct Donadoni, ma non scarta l’ipotesi di sedere di nuovo sulla panchina dell’Italia, con cui ha conquistato nel 2006 la Coppa del Mondo. Ce lo ha rivelato lui stesso in un’intervista in cui ha detto la sua  sul campionato e sui giocatori del momento,  sulle Olimpiadi e sull’eventualità di un boicottaggio. E non ha mancato di fare il suo pronostico sul prossimo Europeo.

Dopo le proteste in Tibet e la repressione del governo cinese, ci si chiede se sia il caso di boicottare o meno  le Olimpiadi. Lei cosa ne pensa come uomo di sport che ha rappresentato l’Italia nel mondo?

Penso che sarebbe il caso che tutto il mondo desse la sensazione di volerle boicottare, perché non si può ignorare la violazione dei diritti umani del popolo tibetano, quindi bisognerebbe dare un segnale forte di disapprovazione. Lo sport però deve prevalere su tutto, e quindi è giusto che gli atleti partecipino ai Giochi.

Parliamo di campionato. Pensa che sia possibile la rimonta della Roma? O l’Inter, nonostante qualche passo falso, è destinata a  prendersi il titolo?

 Io ho la sensazione che, tutto sommato, nonostante certe difficoltà dell’ultimo periodo, l’Inter alla fine ce la farà, anche perché non deve più giocare in Champions e torneranno disponibili molti giocatori decisivi. Certo che, se fossi un tifoso romanista, ci crederei fino alla fine, eccome.

Se lei fosse il presidente di una grande squadra, a chi la farebbe allenare: faccio qualche nome…Prandelli, Spalletti, Marino?

Lei hai fatto tre nomi che sarebbero nella mia lista, insieme ad altri. Sono tutti e tre molto bravi, perché hanno capacità tecnico – tattiche e sanno gestire il gruppo. Sono queste le caratteristiche che fanno grande un allenatore.

Chi sta giocando il miglior calcio in Italia in questo momento?

In questa stagione il miglior calcio lo ha giocato sicuramente la Roma, e, a tratti, anche la Fiorentina.

C’è un talento del nostro campionato che l’ha stupita particolarmente per bravura?

Mi piace moltissimo Riccardo Montolivo, un centrocampista completo: sa impostare, costruire e  ha un ottimo tiro.

Giovinco, Pato, Balotelli: cosa mi dice di questi tre, invece?

Tutti e tre sono ottimi giocatori. Di Giovinco mi colpisce la genialità, di Pato e Balotelli la potenza unita alla velocità.

C’è un calciatore, italiano o straniero, che ha invidiato ad un suo collega e che avrebbe voluto, o vorrebbe, allenare?

Beh, se io allenassi una grande squadra e avessi una società disposta a spendere, il nome che farei è quello di Lionel Messi. Non serve che le spieghi il perché.

Il giocatore in assoluto  più forte che ha allenato nella sua carriera di ct e di allenatore.

Zinedine Zidane, non ho dubbi su questo.

 Chi sente più spesso dei giocatori che ha allenato?

Peruzzi, Ferrara, Vialli, Rampulla, Del Piero li sento spesso. Ma anche buona parte del gruppo con cui ho vinto il Mondiale: con loro, inevitabilmente, si è creato un legame fortissimo, che va al di là del semplice rapporto professionale. 

Romania, Olanda e Francia: agli Europei l’Italia dovrà affrontare un girone di ferro, ma chi deve temere di più?

Sarà determinante adottare l’approccio giusto alla prima partita (quella contro l’Olanda ndr). E’ chiaro che l’Italia dovrà affrontare nel modo giusto Francia e Olanda. Donadoni ha un gruppo di giocatori forti, che ha voglia di vincere,  nonostante molti di loro siano campioni del mondo, ed è stato bravo ad inserire quei quattro – cinque giocatori in più. Credo che gli azzurri abbiano ottime chance di vincere.

Gli ultimi Europei li ha vinti l’outsider Grecia. Ci sarà una sorpresa anche quest’anno?

 Sono convinto che gli quest’anno vincerà una grande squadra e che non ci saranno sorprese. Però, se mi chiede il nome di una nazionale che può fare molto bene, dico la Croazia.

Alessandro Del Piero: anche quest’anno deve conquistarsi la maglia della nazionale. Se lei fosse ancora ct avrebbe dubbi o lo riconvocherebbe?

La Nazionale ha già un commissario tecnico che è molto bravo. Non sta a me fare le sue scelte. Io ho gestito Del Piero in azzurro per due anni, ora tocca a lui,  è il suo lavoro, non il mio. Quello che posso dire che Del Piero è un super campione e ho l’impressione che continuerà a giocare per parecchi anni ancora.

Dopo  Capello e Trapattoni, potremmo mai vedere Lippi sulla panchina di una nazionale straniera? Farebbe mai una scelta simile?

No. Capello ha sempre dichiarato che per motivi suoi non allenerà mai la nazionale italiana, Trapattoni l’ha già allenata e sappiamo com’è andata. Io ho avuto la fortuna di vincere un mondiale un anno e mezzo fa con l’Italia, e no potrei mai allenare una rappresentativa straniera.

Quindi se Marcello Lippi sarà di nuovo ct lo sarà sulla panchina dell’Italia.

Nella vita non si può mai dire mai. Un giorno, non so quando, non so in quale momento, non mi dispiacerebbe tornare ad allenare la Nazionale. Non le posso dire quando ma non escludo che in futuro non sarò di nuovo ct.     

Elvira Pollina

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festa juve a san siro

Camoranesi e Trezeguet che espugnano il Meazza. Non sembra cambiato molto da un paio di anni fa. Le facce sono quasi le stesse, ma Ibrahimovic adesso è vestito di nerazzurro e la Juve si è fatta un anno di B. Ora è a dieci punti dall’Inter, e in mezzo c’è una Roma che può fare paura. Ma la Juve le prime della classe di quest’anno le ha sconfitte entrambe. Probabilmente le soddisfazioni per questa stagione sono finite. Però la Roma ha anche la Champions a cui  pensare mentre lo strappo Mancini-Moratti è stato, secondo me, rappezzato in fretta e furia e qualche problema dentro lo spogliatoio nerazzurro c’è, eccome. Anche gli juventini seguiranno il campionato fino all’ultima giornata: quest’anno cade il 18 maggio. Sarebbe stato meglio il 5.

MutuAdrian Mutu aveva tutte le carte in regola per diventare una promessa non mantenuta. Dopo Inter e Verona, il boom a Parma, dove in attacco faceva coppia con Adriano. Risultato: una valanga di gol.

 Poi il passaggio al Chelsea, che doveva consacrarlo come un giocatore di profilo internazionale. A Londra però non  va:  i contrasti con Mourinho, la brutta storia della cocaina, i problemi in famiglia. Una volta tanto, bisogna riconoscere a Moggi il merito di aver salvato un giocatore. Sono infatti i Moggi, padre e figlio, a riportarlo in Italia, prima parcheggiandolo al Livorno, e poi vestendolo di bianconero.

Quando esplode calciopoli e la giustizia sportiva  manda la Juve in B, Mutu se ne va a Firenze, dove ritrova Cesare Prandelli, l’allenatore che lo aveva lanciato a Parma. In viola Mutu rinasce: con 16 gol e 8 assist  è determinante nel raggiungimento del quinto posto, conquistato nonostante i 15 punti di penalizzazione.

Quest’anno, l’ha sbattuta dentro già 15 volte. L’ultima oggi, con un bellissimo tiro da fuori. Ma la cosa più bella è stato il cucchiaio  che ha messo la palla in bocca a  Santana e lo ha fatto segnare. Tutto questo dopo 3 giornate di stop. Chi qualche anno fa lo dava per finito e lo chiamava drogato ora dovrebbe stare zitto. Anzi, Mutu.