Clicca sull'immagine per vedere l'articolo apparso il 2 ottobre 2009 sul settimanale Il Mondo

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 Circa 800mila euro l’anno.  Secondo i calcoli del Comune di Milano è la cifra che potrebbero risparmiare le casse di Palazzo Marino con l’adozione di lettori e-book per due attività ad alta densità di stampa, ovvero la rassegna dei quotidiani e la verbalizzazione di riunioni interne. La sperimentazione e’ già partita: da qualche settimana  in alcuni uffici  ed assessorati si leggono i ritagli dei giornali e si stilano i verbali  delle riunioni scrivendo a mano sullo schermo del libro elettronico.

A fornire l’hardware e le applicazioni  è Simplicissimus Book Farm, società  fondata da Antonio Tombolini, pioniere dell’e-book in Italia e fautore del progetto Paperless Democracy, che punta ad eliminare la carta dagli uffici pubblici. “Chiedere ai dipendenti  di limitare l’uso delle stampanti non basta. Quando si deve consultare un atto di 100 pagine, la lettura sullo schermo del pc è tutt’altro che agevole e di norma si procede alla stampa” spiega Tombolini. “Gli e-book reader offrono una soluzione a questo problema, perché il loro schermo è pensato per essere letto, e i documenti possono essere modificati, annotati e condivisi agevolmente” continua Tombolini.

Simplicissimus Book Farm entra nel business dell’e-reading dal 2006: importa in Italia diversi modelli ( tra cui iLiad e DR1000, i due lettori testati a Palazzo Marino,  prodotti dall’olandese iRex) e fornisce applicazioni adatte alle esigenze di aziende ed enti che vogliono dematerializzare la loro gestione documentale .

Ma quando una soluzione del genere diventa conveniente? “Le variabili da considerare sono due: la quantità di documenti prodotti dagli uffici e il numero di persone che devono riceverli: più alti sono questi numeri, più è conveniente adottare  l’e-reading” .

I pareri dei funzionari di Palazzo Marino che stanno testando i lettori elettronici sono molto positivi ed e’ verosimile che  per la fine dell’anno  verranno adottati una trentina di e-book, non personali ma destinati ai diversi uffici.  Non e’ finita qui. Il progetto più ambizioso prevede di eliminare l’uso della carta nelle sedute del consiglio comunale: i consiglieri potrebbero presentare le loro proposte, introdurre  modifiche ed emendamenti tramite e-book. Tutto certificato da una firma digitale. I primi test partiranno nella primavera del 2010.

 Elvira Pollina

Volo AirOne Milano Linate – Palermo, 20 giugno 2008. Sembra un secolo fa. Era l’inizio delle nostre vacanze. Un inizio mica male, visto che dopo l’imbarco, si accorgono che manca un assistente di volo e bisogna trovarne un altro. Morale: un paio d’ore di ritardo. Però ora siamo sull’aereo, e finalmente si decolla. Nel sedile davanti al mio c’è la rivista di AirOne. Gianni la prende, la sfoglia e mi segnala un trafiletto di 5 righe:  parla di due ragazzi pugliesi che hanno lanciato un motore di ricerca un po’ particolare. “L’hai mai sentito?”. “No”. Leggo velocemente  e penso che qualcosa si potrebbe scrivere. Atterriamo, la rivista la mettiamo nello zaino. Davanti a noi ci sono 20 giorni di sole, di mare e di relax. Durante uno di questi ripenso a quel trafiletto, cerco la rivista ma non la trovo. “Come cazzo si chiamava quel sito? Ricordo che era un acronimo!” “Boh, non ci penso…”. “Autta, Outta…”. “No”. Ricerche su Internet estorte ai parenti: niente. Le vacanze finiscono, la rivista non si trova, il nome non si ricorda. Di nuovo un altro imbarco. Questa volta l’aereo è più o meno in orario, però qualcuno ha un problema allo stomaco e, mentre all’aeroporto di Trapani annunciano il nostro volo Ryanair pagato 20 centesimi 3 mesi prima, è chiuso in bagno a sudare freddo.  Si parte la sera, da Palermo, di nuovo con AirOne. Nella tasca del sedile davanti al mio c’è, manco a dirlo, il magazine della compagnia aerea. Le pagine volano: “Atunn, cazzo!”. Questo  è quello che ne è uscito.