Fine anno,  tempo di bilanci. Tecnologici, s’intende.  E’ stato l’anno dell’Iphone, di cui si vocifera stia per arrivare una versione mini, e degli smartphone,  tutti rigorosamente con schermo sensibile al tocco.  E’ stato l’anno dei socialnetwork e soprattutto di Facebook, che ha visto schizzare verso l’alto il numero di iscritti italiani, passati in pochi mesi da poco più di 500mila ad oltre 4 milioni. E’ stato l’anno dei netbook,  gli  ultra portatili dotati di accesso veloce alla Rete, che hanno trainato il mercato dei pc.  A proposito di Rete, il 2008 verrà ricordato per il doppio debutto di Google: nel mondo della telefonia mobile con il G1 di Htc e nel mondo dei browser con Chrome, alternativa a Firefox e Internet Explorer.  Fin qui, quello tenere a mente.  Ma i flop non sono mancati. Uno su tutti? Cuil, il motore di ricerca lanciato questa estate da un gruppo di esuli di Big G che nei proclami dei creatori avrebbe spodestato Google grazie ad una maggiore precisione. Meno di sei mesi dopo,  l’obiettivo è miseramente fallito. Lo dimostra il grafico qui sopra, pubblicato da TechCrunch. Unico commento possibile: CUI(L’) HA VISTO?

Per mesi abbiamo sentito parlare dell’iPhone come di un oggetto del desiderio troppo costoso per entrare nella vita quotidiana della maggior parte delle persone. Il melafonino è stato dipinto da molti come un gingillo hi-tech affascinante ma destinato ad una fascia di consumatori con un certo tipo portafoglio.

Per questo i risultati della  ricerca condotta dalla società di analisi comScore sono, in un primo momento, spiazzanti: secondo i dati, la maggior parte dei ricavi che la Apple ha incamerato negli Stati Uniti grazie al suo smartphone proviene dalle famiglie  con il reddito annuo più basso, ovvero compreso tra i 25mila e i 50mila dollari. Le vendite tra questa fascia di consumatori sono schizzate del 48% verso l’alto, mentre gli iphoners con  un reddito superiore ai 100mila dollari annui  sono aumentati solo del 16%.

Nonostante una disponibilità economica non elevata, le persone con reddito medio basso scelgono di spendere 200 dollari per il dispositivo (300 per la versione 16 Giga), e almeno altri 70 dollari al mese per l’utilizzo di servizi telefonici. Ma perché? La risposta, secondo gli analisti di comScore che hanno curato il report, sta nel fatto che l’acquisto dell’ iPhone, a conti fatti, consente di risparmiare, perché incorpora le funzioni di diversi gadget e consente l’accesso gratuito o a basso costo a tutta una serie di servizi, per la cui diversa fruizione bisognerebbe pagare di più.

L’iPhone è contemporaneamente un telefono cellulare, un lettore mp3, un navigatore satellitare, una fotocamera, un terminale internet, una console portatile. Beni che se acquistati singolarmente costerebbero di più del melafonino e che invece Apple ha racchiuso in un solo prodotto, come del resto hanno fatto le altre case produttrici di smartphone. I quali, a questo punto,  non sono da considerarsi oggetti di lusso, ma dispositivi che consentono l’accesso ad una serie di contenuti multimediali ad un prezzo considerato conveniente anche dai consumatori attenti al portafoglio.

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