Sono un po’ arrugginita, ma non mi costa nulla fare un bilancio del 2008 in senso calcistico. Mi limito alla mia parte, quella juventina. Il 2008 è stato l’anno di Del Piero miglior cannoniere.  ”Peccato che in azzurro non si esprima allo stesso modo che in bianconero” dicono i maligni. Peccato che a noi bianconeri poco c’importa.

Sottolineo che tra quelli della sua generazione, Alessandro è l’unico nel suo ruolo ad esprimersi a così alti livelli e con questa continuità. Totti, che all’azzurro ha rinunciato, dà ancora sprazzi di classe alla Roma, tra un acciacco e l’altro. Vieri vivacchia all’Atalanta. Inzaghi al Milan, anche se non bisogna mai darlo per morto.

Del Piero invece ha preso per mano la sua Juve in campionato e in Champions League quando ce n’è stato bisogno. Una Juve che in questa prima parte di campionato ha fatto a meno di Buffon, Trezeguet, ed ha avuto Camoranesi a mezzo servizio, ma che ha saputo reggere la corsa dell’Inter con De Ceglie, Marchisio, Marchionni, Manninger e il tanto vituperato Molinaro.  Non ha deluso il debutto di Amauri che non ha fatto rimpiangere l’assenza di Trezegol.

Unico neo: Giovinco, la formica atomica che non riesce a trovare spazio per esplodere. Speriamo sia lui l’uomo nuovo dell’anno prossimo, Del Piero permettendo. Certo, manca ancora qualcosa: un po’ più di qualità a centrocampo e un terzino alla Maicon, per intederci, non sarebbe male. Piccole cose, in fondo, che non possono cambiare gli auspici di  un 2009 a strisce. Rigorosamente bianconere.

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Gli juventini che ieri hanno visto la partita contro la Samp, finita con un mortificante 0-0, lo avranno gridato. “Ma perchè non mette dentro Giovinco?”. Bella domanda. Con Nedved che andava a 2 all’ora e Camoranesi che arrancava, il brio della formica atomica avrebbe sicuramente giovato al gioco bianconero.

Eppure Sebastian è rimasto in panchina, nonostante sia in un momento di forma strepitosa. Questo piccoletto che non arriva al metro e sessanta di altezza potrebbe diventare un “guaio” per Ranieri, che fino a a questo momento, è riuscito a gestire senza troppi traumi le risorse a sua disposizione.

Non sono per il largo ai giovani a tutti i costi. Però, Ranieri, che conosce il calcio inglese, sa che lì non si fanno troppi problemi a buttare dentro le nuove leve. Qualche nome? Owen, Crouch, Rooney, lo stesso Cristiano Ronaldo: Ferguson gli consegnò la maglia numero 7 che era stata di Beckham, Cantona e Best quando lui aveva 18 anni e poca esperienza. Si prese qualche rischio, ma oggi Ronaldo è il giocatore che tutti conosciamo ed ha ancora margini di crescita.

Sta a Ranieri saper dare le giuste responsabilità a Giovinco, sfruttandolo nei momenti in cui potrebbe risultare decisivo. Il rischio è farlo diventare un gingillo per partite ininfluenti. e questo i tifosi juventini potrebbero difficilmente perdonarglielo.