Dice di aver aperto il suo blog – www.dottoressadania.it - per caso, cinque anni fa, quando ad averne uno erano davvero in pochi. “Avevo appena  letto un minuscolo trafiletto su un quotidiano che parlava di questa nuova forma di comunicazione in Rete. E da subito ha cominciato ad avere un buon seguito di lettori” ricorda. Del resto, con un nick come Dottoressa Dania e un titolo come La Malafemmina, la curiosità dei navigatori maschili era più che  giustificata. Anche perché lei,Daniela, trentenne napoletana, laureata in lingue orientali, ammette di essere una a cui è sempre piaciuto giocare con la malizia e la seduzione, con una buona dose di autoironia.  

“Il mio nick – racconta – l’ho scelto perché, dopo essermi laureata, per un breve periodo ho lavorato in università a Venezia con un contratto da co.co.co., e passavo il mio tempo ad attaccare in bacheca cartelli come “La dottoressa Pincopalla oggi riceve dalle 14 alle 16″. Così, dato che anch’io sono dottoressa, ho pensato di  sottolinearlo nel mio nick, visto che sul lavoro contava poco”. Poi il titolo, La Malafemmina, ammiccante e un po’ monello.

 


www.dottoressadania.it

“Mi piace provocare, ho messo online anche il mio numero di telefono specificando che non si tratta di una linea erotica: molti mi chiamano, e devo dire che la quantità di maniaci prima era più alta” ride. Ma oltre all’erotismo e al gioco della seduzione, il blog di Dania ha un altro filo conduttore: il precariato. “Io sono una figlia della Legge Biagi” spiega Dania. “Ho avuto il primo contratto a tempo determinato nel 2003. Sono passati cinque anni da allora, ma l’indeterminato è ancora un miraggio”. La Dottoressa, che oggi fa l’organizzatrice di eventi presso un’agenzia di Padova,  riempie i suoi post con i racconti un po’ surreali della vita da precaria, alla perenne di ricerca del posto fisso.  

“Quando ho aperto il blog la precarietà non era così dilagante come oggi, e io mi confrontavo con persone che avevano un lavoro stabile e mi davano dei consigli. Ora il mio blog è diventato un punto di riferimento  per tanti precari come me. Ci diamo una pacca sulla spalla a vicenda”.

 

 

Di sicuro i post più esilaranti ma anche quelli più amari sono quelli che descrivono le giornate trascorse a mandare curricula e a leggere annunci di lavoro, oppure quelli che raccontano grandi conquiste: la firma di un contratto della durata di qualche mese o la felicità di godersi un giorno di malattia retribuito. Per superare i momenti no, invece, Dania esorta i suoi lettori a consolare con regali la sua malinconia precaria: sono ben accette le ricariche telefoniche e le scarpe, la sua passione. ”E’ una provocazione, ma ogni tanto qualche ricarica arriva”. E ultimamente, anche un fantastico paio di decolletè con tacchi a spillo.

 

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Marina Garaventa ha 48 anni e vive a Savignone, in provincia di Genova. Sei anni fa, viene colpita dalla rara sindrome di Guillame Barrè che le cambia la vita.

Lei, così attiva, tra conferenze e libri di musica, senza dimenticare l’impegno come assessore alla cultura del suo Comune e un incarico alla Comunità Montana, si ritrova inchiodata in un letto e poi attaccata ad un respiratore,che finirà per danneggiarle le corde vocali, impedendole di parlare.

Fine della storia? Neanche per sogno. Marina non si perde d’animo, e lotta, senza retorica, senza proclami, con tanta ironia e il supporto di una truppa composta dal suo compagno, dai due anziani genitori, dagli amici che affollano la sua residenza reale nella valle Scrivia. Non perché vuole insegnare qualcosa. Semplicemente perché a lei vivere piace. Anche se vivere così – come ammette lei stessa – non è facile.


www.laprincipessasulpisello.splinder.com

Il computer diventa un prolungamento del suo corpo, e nel 2006 apre un blog, www.laprincipessasulpisello.splinder.com. Principessa per gli amici lo è sempre stata. “Il pisello – spiega lei – è arrivato dopo, quando ho cominciato ad avere la necessità di riposare su letti comodi e pieni di morbidi cuscini”. Proprio come la protagonista della fiaba di Hans Christian Andersen. “Ho creato il mio blog il 16 maggio del 2006, il giorno del mio compleanno” ricorda Marina. “Trovo sia un modo splendido di comunicare e di conoscere persone nuove, anche molto diverse da me”. Marina aggiunge un post ogni settimana, ma è sempre impegnata a rispondere ai messaggi che le lasciano i visitatori. Scrive di tutto, racconti , fiabe, recensioni, commenti politici. E poi, racconta le sue giornate, “sempre troppo corte”, in maniera sorprendentemente gustosa. Non ha paura di farsi vedere nella sua condizione: anzi, spesso nei post ci sono foto e video che la immortalano, in pose davvero buffe.

Non che abbia un carattere facile. Anzi, morde. Non sono poche le volte che manda a quel paese chi le fa saltare i nervi. Ultimamente se l’è presa con Ferrara, Celentano e Bagnasco e con le loro parole sul caso di Eluana Englaro, la donna di Lecco da 16 anni in coma vegetativo permanente cui la Cassazione ha concesso venga staccata la spina. “Propongo a questi signori - ha scritto Marina lo scorso 18 luglio in una lettera al quotidiano La Stampa - di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell’attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest’esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, affanculo.


Marina Garaventa

Risposte dai diretti interessati non ne sono arrivate. In compenso sono state centinaia le persone che hanno mandato messaggi, anche attraverso il blog, alla Principessa, qualcuno d’accordo con le sue parole, qualcuno no. Lei cerca di rispondere a tutti. Nel frattempo, è impegnata a presentare il libro scritto a due mani con Emilia Tasso, la sua fisioterapista. Titolo: “La vera storia della principessa sul pisello”. “L’idea del libro nasce nel 2002. Ero in rianimazione e, per tirarmi su, Emilia mi disse: <<dai che quando esci, ci scrivi un libro>>. Così è stato. Speriamo di essere riuscite nel nostro intento: fare ridere i lettori.”

Ecco, tutto questo è quello che c’è dietro quel blog dal template, manco a dirlo, verde pisello. Scusate se è poco.

Elvira Pollina