Fabio Iaschi, autore di My Moleskine

 

 

 

 

 

Un artigiano del web. E’la definizione migliore per Fabio Iaschi, che nel 2005 ha dato vita ad uno dei più apprezzati visual blog italiani: MyMoleskine (http://www.mymoleskine.net).

Nato a Parma 28 anni fa, Fabio si butta nella rete da giovanissimo, quando ancora il web è una terra di conquista per pionieri. A soli 18 anni, appena diplomatosi all’istituto d’arte, comincia a lavorare come designer per una web agency, dopo aver presentato lo studio dell’homepage di un sito. “Arrivai con una semplice tavola disegnata, ma piacque molto” ricorda.

Lavorando, Fabio apprende i rudimenti della programmazione, ma rimane sempre attaccato a carta e matita. Nel 2004 s’innamora di Moleskine, lo storico taccuino, usato da Picasso e Hemingway, che un’ azienda italiana, la Modo & Modo, ha rimesso in commercio. Copertina rigida in similpelle, carta avorio, segnalibro di stoffa, elastico nero: un oggetto semplice e versatile, che Fabio inizia a portare sempre con sé, riempiendolo con i ritratti dei suoi amici. “Disegno nei vuoti della mia giornata, per il piacere di farlo. Perché su Moleskine? Perché è proprio bello disegnarci, è bello il contatto con la carta, è bello sfogliarla”.


www.mymoleskine.net

Poi l’idea del blog, come modo semplice e veloce per condividere il suoi schizzi con gli amici. Fabio realizza delle scansioni delle pagine del suo taccuino e le carica online. Sembra follia, invece arrivano un sacco di complimenti e sul web si moltiplicano i moleskine-blog, perché i fan del taccuino dalla copertina nera sono tanti.

Quest’anno il blog di Fabio è stato l’unico italiano ad essere candidato per i Webby Awards, gli Oscar del Web, come miglior sito personale. “Una soddisfazione grandissima, anche se alla fine non ho vinto, perché con il mio blog fatto in casa era accostato a quelli di professionisti affermati e ai siti di grandi multinazionali”.

Chi è abituato alle gallerie e alle grandi esposizioni storcerà un po’ il naso, ma Fabio è convinto che la Rete possa essere un ottimo veicolo per l’arte. “Anzi, in certi casi, è la tecnologia stessa, che si fa arte“.

E come ogni artista, anche Fabio ha i suoi modelli: “Mi piace lasciare ai miei lavori un senso d’incompiutezza, come faceva Michelangelo con le sue sculture, che sembravano quasi uscire dalla pietra” spiega.

“Il blog lo aggiorno soprattutto durante la notte, dedico dalle due alle quattro ore quotidiane, anche se ultimamente l’ho curato poco” riconosce Fabio. “Ho deciso di licenziarmi dall’agenzia dove lavoravo per mettermi in proprio, e non ho avuto molto tempo da dedicare a MyMoleskine negli ultimi tempi. Ma ho già pensato ad alcune novità”. Non resta che aspettare.

Tony Siino, ideatore di Rosalìo 

 

 

 

Una piazza dove incontrarsi e confrontarsi. Un posto dove dire la propria sulla città. Un luogo dove trovare informazioni di servizio sugli eventi che avvengono dietro l’angolo. Ecco che cosa sono gli urban blog, ovvero i blog che parlano di una città o di un quartiere.

Sempre più diffusi negli Usa, dove spesso svolgono la funzione dei fogli locali di un tempo, da qualche anno sono arrivati anche in Italia. Un bell’esempio è Rosalìowww.rosalio.it – , accento rigorosamente sulla ì, blog a più voci su una città dalle molte anime: Palermo.

“Tutto comincia nel 2004 quando ero a Bruxelles per fare uno stage” spiega l’ideatore Tony Siino, 32 anni, una laurea in Scienza Politiche, un master, un dottorato e una passione per i diari online. “Cercavo in Rete notizie sulla mia città, ed avevo grosse difficoltà a trovarne. Così ho pensato, quando torno, faccio qualcosa”. Dopo un anno, nasce Rosalio. “Volevo un nome breve, facile da memorizzare e nello stesso tempo immediatamente riconducibile alla città. Rosalìo ricorda il legame stretto tra Palermo e la sua patrona, Santa Rosalia”.


www.rosalio.it

Tony non è l’unico a scrivere post su Rosalio, che è un multiblog, ovvero un blog con più autori. “Ho voluto in questo modo rappresentare l’identità multiforme di Palermo, una città dai mille volti, in cui in pochi metri si passa dai luccicanti negozi del centro al degrado dei palazzi ancora segnati dai bombardamenti del ‘43″. Attualmente scrivono 16 autori, tutti in qualche modo legati al capoluogo siciliano, perché ci sono ci sono nati, ci hanno studiato, ci vivono o ci hanno vissuto.

Tra loro, un architetto, una gallerista, un consulente finanziario, un attore, un vignettista, uno scrittore. E poi ovviamente, Tony, che è un po’ il coordinatore di questa banda. “Chi secondo me riesce a dare un tocco di originalità in più è il vignettista, che con pochi tratti direttamente su tavoletta in digitale riesce a condensare le situazioni più ingarbugliate” ci dice Tony. “E poi Davide Enia, scrittore e attore teatrale, capace con i suoi post di scattare delle vere e proprie fotografie della città”.


Lo scrittore Davide Enia

“Il bello del blog – continua Tony – è che consente un feedback immediato grazie alla possibilità di lasciare un commento. E qualche volta, su alcuni temi, si è scatenato un vero e proprio dibattito, anche dai toni accesi”. Come è avvenuto, ad esempio, per la creazione delle zone a traffico limitato, istituite dal Comune e poi bocciate dal Tar.Trecentomila palermitani hanno pagato per avere il famoso pass,ora diventato carta straccia, in attesa della decisione del Consiglio di Stato.

Il post più commentato però, è stato quello che invitava a definire il succo dell’identità palermitana, completando la frase “sei di Palermo se…”. Ecco qualche risposta:
… se applaudi all’atterraggio e dopo due secondi chiami al cellulare e dici ‹‹L’apparecchio è atterrato››.
… se critichi la tua città ma non puoi starle lontano.
… se tutto diventa magicamente femmina: la rama, la petala, la salama e la carciofa.
… se quando esci e fa troppo freddo esclami: ‹‹minchia cadono aceddri (uccelli – ndr) morti››.

Scegliete voi qual è la migliore.

 Elvira Pollina

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