LA PRINCIPESSA SUL PISELLO

Marina Garaventa ha 48 anni e vive a Savignone, in provincia di Genova. Sei anni fa, viene colpita dalla rara sindrome di Guillame Barrè che le cambia la vita.

Lei, così attiva, tra conferenze e libri di musica, senza dimenticare l’impegno come assessore alla cultura del suo Comune e un incarico alla Comunità Montana, si ritrova inchiodata in un letto e poi attaccata ad un respiratore,che finirà per danneggiarle le corde vocali, impedendole di parlare.

Fine della storia? Neanche per sogno. Marina non si perde d’animo, e lotta, senza retorica, senza proclami, con tanta ironia e il supporto di una truppa composta dal suo compagno, dai due anziani genitori, dagli amici che affollano la sua residenza reale nella valle Scrivia. Non perché vuole insegnare qualcosa. Semplicemente perché a lei vivere piace. Anche se vivere così – come ammette lei stessa – non è facile.


www.laprincipessasulpisello.splinder.com

Il computer diventa un prolungamento del suo corpo, e nel 2006 apre un blog, www.laprincipessasulpisello.splinder.com. Principessa per gli amici lo è sempre stata. “Il pisello – spiega lei – è arrivato dopo, quando ho cominciato ad avere la necessità di riposare su letti comodi e pieni di morbidi cuscini”. Proprio come la protagonista della fiaba di Hans Christian Andersen. “Ho creato il mio blog il 16 maggio del 2006, il giorno del mio compleanno” ricorda Marina. “Trovo sia un modo splendido di comunicare e di conoscere persone nuove, anche molto diverse da me”. Marina aggiunge un post ogni settimana, ma è sempre impegnata a rispondere ai messaggi che le lasciano i visitatori. Scrive di tutto, racconti , fiabe, recensioni, commenti politici. E poi, racconta le sue giornate, “sempre troppo corte”, in maniera sorprendentemente gustosa. Non ha paura di farsi vedere nella sua condizione: anzi, spesso nei post ci sono foto e video che la immortalano, in pose davvero buffe.

Non che abbia un carattere facile. Anzi, morde. Non sono poche le volte che manda a quel paese chi le fa saltare i nervi. Ultimamente se l’è presa con Ferrara, Celentano e Bagnasco e con le loro parole sul caso di Eluana Englaro, la donna di Lecco da 16 anni in coma vegetativo permanente cui la Cassazione ha concesso venga staccata la spina. “Propongo a questi signori – ha scritto Marina lo scorso 18 luglio in una lettera al quotidiano La Stampa – di prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell’attesa di una risposta che non verrà mai. Sono disponibile anche a mettermi a disposizione per quest’esperimento ma, devo avvisare tutti che, per loro sfortuna, io sono sicuramente meno docile di Eluana e se qualcuno, chiunque sia, venisse per insegnarmi a vivere, lo manderei, senza esitazione, affanculo.


Marina Garaventa

Risposte dai diretti interessati non ne sono arrivate. In compenso sono state centinaia le persone che hanno mandato messaggi, anche attraverso il blog, alla Principessa, qualcuno d’accordo con le sue parole, qualcuno no. Lei cerca di rispondere a tutti. Nel frattempo, è impegnata a presentare il libro scritto a due mani con Emilia Tasso, la sua fisioterapista. Titolo: “La vera storia della principessa sul pisello”. “L’idea del libro nasce nel 2002. Ero in rianimazione e, per tirarmi su, Emilia mi disse: <<dai che quando esci, ci scrivi un libro>>. Così è stato. Speriamo di essere riuscite nel nostro intento: fare ridere i lettori.”

Ecco, tutto questo è quello che c’è dietro quel blog dal template, manco a dirlo, verde pisello. Scusate se è poco.

Elvira Pollina

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2 risposte a “LA PRINCIPESSA SUL PISELLO

  1. cara marina, sono un socio del circolo lirico “G. Taddei”. Ieri papà è venuto a farci gli auguri di Natale e abbiamo parlato di te.
    Ho acquistato il tuo libro. quando lo avrò letto, (per ora lo ha sequestrato mia moglie), ti manderò un commento.Grazie per ora di esistere..
    un forte abbraccio a te, al tuo grande papà e alla mamma.
    gianni borreani

  2. Marina carissima, sicuramente non ti ricordi di me.Venivo a Savignone, una trentina di anni fa, ospite di mio zio, che era un amico di tuo padre. Te lo ricordi, Luciano? E sua figlia, Paola? Io ricordo con gioia quei periodi di vacanza, soprattutto il “Fieschi d’oro”. Oggi sono venuta a Savignone a trovare Elvira e Marco , amici che non vedevo da molto tempo. Arrivando da loro ho visto la casa della tua famiglia e ho chiesto di voi. Così ho saputo del tuo sito e del tuo libro. Conto di leggerlo appena riesco ad arrivare in libreria.
    Condivido tutto quello che dici, che pensi, che porti avanti. Mi piacerebbe entrare in contatto con te, ma sono piuttosto imbranata e non so andare su Facebook o sul link. Ho però l’e mail, se non la trovi troppo antiquata, sarei felice di entrare in contatto con te. Tra l’altro, ho anche io una battaglia da portare avanti, quella di mio figlio. E’ una storia che, se vorrai, ti racconterò.
    un abbraccio a te e un saluto ai tuoi Genitori,
    Gabriella

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