LA CYBERCONFESSIONE

La cyberconfessione

 Liberarsi sul web, confessando in forma anonima, potenzialmente al mondo intero, tutto ciò che non si riesce a raccontare al proprio partner, alla famiglia, agli amici. È quello che consentono molti siti nati negli ultimi tempi. Veryliberating è uno di questi. Nato all’ inizio di quest’anno, in pochi mesi è diventato un punto di riferimento per decine di migliaia di persone che lo hanno scelto per confessare l’inconfessabile.

C’è chi chiede scusa alla madre per aver usato i soldi destinati alla cena con gli amici per acquistare droghe. C’è chi ammette di provare attrazione sessuale verso il proprio fratellastro. C’è chi racconta di dover telefonare almeno una decina di volte al giorno alla propria famiglia perchè colto da attacchi di panico. C’è chi rivela che la scappatella con il che la scappatella con il collega non è stato solo un effetto collaterale di qualche bicchiere di troppo alla festa dell’ufficio.

La grafica è essenziale e i post vengono contrassegnati da una numerazione progressiva, sullo stile dei blog. In effetti, Veryliberating è un diario segreto collettivo, o se vi piace di più, una sorta di anti-Facebook. A differenza del social network creato da Mark Zuckerberg, dove tutto ciò che si scrive viene condiviso dalla propria cerchia di amici, qui la segretezza è assoluta. Pari a quella di un confessionale.

Elvira Pollina

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