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strillo-home-layoff2Si chiama “Lay Off” (Licenziare): per “vincere” bisogna cacciare più dipendenti possibile

Licenziare impiegati. Per gioco

Ideato in collaborazione con la New York University per spiegare le dinamiche sociali attraverso i videogiochi

Più ne fai fuori, più vinci. È il meccanismo alla base di molti videogiochi. Solo che in Lay Off – letteralmente “licenziare” – le vittime non sono zombie o criminali, ma dipendenti in esubero, da mandare a casa per evitare il fallimento di una holding.

 Lay-Off è un videogioco online lanciato in questi giorni da Tiltfactor, casa di produzione indipendente che collabora con la New York University in un progetto che punta a spiegare le dinamiche sociali, come la crisi economica, tramite i videogames. In Lay Off il giocatore è un amministratore delegato alle prese con la riorganizzazione di un gruppo sull’orlo del crac. Unica soluzione per evitare la bancarotta: mandare a casa il maggior numero possibile di dipendenti. Questi ultimi sono disposti in una sorta di griglia, come tanti gettoni colorati. Per mandarli via, il manager- giocatore deve riuscire ad allinearne almeno tre simili, ruotandone le posizioni.

A quel punto, si vedono gli impiegati licenziati scivolare in fondo alla griglia, e mettersi in coda all’ufficio di collocamento. Per ogni fila di lavoratori “eliminati” aumenta il risparmio dell’azienda e la possibilità di ottenere un finanziamento dalle banche. Durante il gioco scorrono le news della crisi reale e i dati dei finanziamenti pubblici accordati per evitare il fallimento di banche e gruppi assicurativi, che poi hanno premiato con bonus milionari i top manager. Come ha fatto la Aig, che ha ricevuto 152 miliardi di dollari di contributi statali per scongiurare il collasso, salvo premiare i top manager con bonus di oltre 500 milioni, facendo infuriare il presidente Obama.

Cinico, crudo. Come la realtà di questi giorni. E come nella realtà, nessun licenziamento è indolore. Ogni volta che si seleziona un lavoratore per mandarlo via, appaiono tre righe con la sua storia. Così si scopre che Morgan , 30 anni, portiere tuttofare di un palazzo di proprietà del gruppo, è affabile e amichevole ed ha tre figli mentre Amad, 35 anni è un ingegnere elettronico assunto da poco che ha perso la moglie in un incidente stradale. Storie diverse, con un epilogo comune: la perdita del lavoro. Gli unici a non rischiare sono banchieri e finanzieri, ovvero coloro che hanno intossicato l’economia concedendo mutui ad alto rischio. Possono solo ruotare, ma il posto non lo perdono mai.

   
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