LE SVENTURE QUOTIDANE VANNO ONLINE / Corriere.it

corriere.it, 10 luglio 2009, clicca qui per l’articolo

Sembrano barzellette, in realtà sono storie di vita quotidiana. Una vita difficile. Una vita di merda. Due ventenni francesi, Guillame Passaglia e Maxime Valette l’anno scorso hanno avuto l’illuminazione: trasformare il blog dove Maxime raccontava le sue sventure quotidiane in uno spazio pubblico, viedemerde.fr, in cui chiunque può raccontare i propri momenti da Fantozzi. Brevi istantanee, lunghe al massimo 300 battute, di quegli attimi da incubo che ciascuno di noi ben conosce e da cui nessuno sembra essere immune.

 

Al lavoro o a scuola, in famiglia o con il proprio partner: ogni giorno c’è un buon motivo per maledire una vita che riserva brutte sorprese o situazioni imbarazzanti. Qualche esempio. “Oggi ero al mare. Una mamma dice al suo bambino di appena sei anni : “Sì amore, puoi arrivare fin lì, dove c’è quel signore grosso con la pancia bianca.” Quel signore ero io”.

 

O ancora: “Oggi ero in stazione. Dovevo prendere il biglietto e il treno stava per partire. Avevo mille borse e uno zaino enorme, cerco disperatamente il portafogli, finalmente lo trovo. Faccio per pagare quando mi accorgo che, nella fretta, al posto del portafogli avevo in mano un assorbente”.

 

A volte i racconti raggiungono il limite del grottesco, come in questo caso: “Oggi mentre ero in classe, mi sono addormentato durante la lezione. Indossavo dei pantaloni di tuta e ho avuto un’erezione. La professoressa è venuto verso di me e mi ha afferrato lì. Era convinta fosse il mio cellulare”. Sconfinata la sezione dedicata al rapporto di coppia.. Qualche chicca: “Oggi ho ricevuto due sms da mio marito. Alle 9,54: “Stasera non mi aspettare, al lavoro è un incubo e finiremo tardissimo. Ti amo”. Alle 9,58: “Stasera possiamo fare tardi, per mia moglie ho un casino di lavoro. Ti amo”. Oppure: “Oggi per stuzzicare mio marito mi sono messa il reggicalze e dei collant a rete. Lui mi ha detto che somigliavo a un arrosto di maiale legato con lo spago”.

Storie diverse, non si può sapere se proprio vere, ma comunque verosimili. E tutte si concludono con la stessa esclamazione: “Che vita di merda!”. Chi legge può approvare, commiserando in qualche modo il malcapitato, oppure non esitare a riconoscere che, in fondo in fondo, se l’è meritato.

 

Bastano pochi mesi e in Francia Viedemerde si trasforma in un caso. Colleziona oltre 70mila contatti al giorno e diventa un libro, pubblicato in Italia da Rizzoli (Titolo: Che vita di merda. E’ vero, fa ridere quando non capita a voi). Del blog viene creata anche una versione inglese, Fuck my life, e una italiana, online dalla fine di giugno. La sfiga, del resto, non conosce frontiere. Ma condividerla, anche sul web, può aiutare a superare tutto con un sorriso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...