MI FACCIO L’ORTO TUTTO BIO / Corriere della Sera Magazine

 

Corriere della Sera Magazine, 25 giugno 2009,  clicca qui per il pdf.

L’insalata era nell’orto, recitava una vecchia canzonetta. Ora sta al supermercato, già imbustata e pronta per finire in tavola. Ma c’è chi non si arrende alla logica della verdura raccolta dai banchi dei grandi magazzini. Così, nei giardini privati e sui balconi, accanto ai gerani e alle ortensie spuntano pomodori, piselli e carote. Negli Stati Uniti i coltivatori urbani si chiamano Kitchen Gardeners, sono in diecimila e durante la campagna elettorale hanno strappato a Michelle Obama la promessa di coltivare a orto il giardino della Casa Bianca.

 

A Palazzo Chigi questo non è ancora successo ma agli italiani il pollice verde non manca. Secondo i dati forniti da Coldiretti, quasi quattro su dieci dedicano parte del loro tempo libero al giardinaggio e alla cura dell’orto . Quello che era considerato un hobby da pensionati, oggi coinvolge giovani tra i 25 e 34 anni, un quarto del totale degli appassionati.

Molti di loro s’incontrano in Rete su blog e forum per scambiarsi consigli sulle cure necessarie per far crescere bene fagiolini, rucola e basilico. “Per cominciare bastano un po’ di terriccio, delle piantine o i semi, e poi il concime, rigorosamente naturale” spiega Alessandro De Angelis, poco più di 30 anni e un lavoro in una casa di produzione televisiva. Alessandro racconta su un blog (www.ortourbano.it) le vicissitudini del suo orto romano, con tanto di webcam a documentare la crescita dei fagioli minuto per minuto. “La dote di un buon coltivatore urbano è la pazienza: ci s’impegna in un’attività che ha tempi lunghi ed esito incerto” avverte De Angelis.Sul web sono nati anche dei mercati virtuali, come Veggie Trader, social network i cui membri possono scambiarsi o vendere il surplus del loro raccolto.

Grazie alla rivoluzione del bio fatto in casa, la campagna, divorata dall’espansione dello spazio urbano, si prende la rivincita e ricompare tra palazzoni e viali. A Bologna, Savona, Treviso , Milano e in molte altre città sono le stesse amministrazioni locali ad affittare spazi coltivabili ai cittadini che ne fanno richiesta. All’ombra della Madonnina si contano 430 orti comunali sparsi per la città, affittati ad un canone di 100 euro l’anno. Ma c’è anche chi l’orto lo crea in aree dismesse o abbandonate e , secondo la filosofia del guerrilla gardening , colora il paesaggio metropolitano. “Pomodori, peperoni, zucchine e melanzane si coltivano bene anche in città” assicura Andrea Zabiello, giardiniere di professione e autore insieme a Michele Trasi di “Guerrilla Gardening, manuale di giardinaggio e di resistenza contro il degrado urbano”(Kowalski ). Unica avvertenza:“Evitare le zone particolarmente trafficate, come i grandi incroci”.

 Ai seguaci del mangiare sano non bastano più etichette e certificazioni di prodotto. Le aziende agricole si adeguano e fanno partecipare i loro clienti a parte del lavoro. Succede appena fuori Milano, nel Parco Sud, dove alcune cascine consentono a chi lo vuole di raccogliere da se’ prodotti di stagione. “I prezzi sono inferiori del 30-40% rispetto a quelli dei supermercati” dice Niccolò Reverdini, imprenditore agricolo, che da qualche anno ha aperto le porte della sua azienda a famiglie e a gruppi di acquisto solidale. Persone di ogni eta’ che vogliono riappropriarsi di un contatto diretto con i ritmi della natura ed avere la certezza che il pomodoro finisca nei loro piatti non dopo un viaggio di una settimana, chiuso in un camion, ma a “chilometro zero”. E sia davvero bio.

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Una risposta a “MI FACCIO L’ORTO TUTTO BIO / Corriere della Sera Magazine

  1. sono psichiatra presso l’ASL di Salerno, dove mi occupo di una struttura, riabilitativa di tre piani con teatro, studio di pittura, palestra,bar, tutto a disposizione o gestito dai nostri utenti.
    Questa struttura, che si trova al centro della città, ha un piccolo limoneto e uno spazio verde abbastanza ampio che vorrei mettere a disposizione non solo dei nostri utenti, ma anche, come fattore socializzante,di tutti i cittadini.
    Pensi sia possibile? Saluti Nevio Troisi

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