LA PRIMA TV HD? L’HA DISEGNATA BERTONI / Corriere.it

 

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MILANOUn’incredibile collezione di 758 apparecchi elettronici, televisori, videocamere, macchine fotografiche, registratori audio, prodotti tra gli anni Trenta e Sessanta del secolo scorso, agli albori dell’era della tecnologia di massa. È lo strano tesoro del signor Micheal Bennett Levy’s, andato all’asta qualche giorno fa da Bonhams a Londra. È avvenuto così che uno sconosciuto compratore, sborsando appena 2400 sterline, si sia portato a casa un pezzo di storia: uno dei primi esemplari di tv ad alta definizione, datato 1958, molto simile per prestazioni a quelli che campeggiano oggi nelle vetrine dei negozi di elettronica e che stanno trovando spazio anche nei soggiorni delle famiglie italiane.

819 LINEE IN BIANCO E NEROSi chiama TELEAVIA TYPE P111 e cinquant’anni fa trasmetteva, in bianco e nero, immagini a 819 linee di scansione, quando all’epoca si viaggiava sulle 400, mentre gli schermi Hd di oggi si attestano sulle 1080. In Francia la scansione a 819 linee venne lanciata alla fine degli anni Cinquanta, era riservata ai pochi eletti che potevano permettersi apparecchi più costosi della media, e fu abbandonata nel ’68 per problemi di compatibilità con i televisori a colori che stavano arrivando sul mercato. Da allora i pochi esemplari del Teleavia Type P111 sono diventati gli oggetti del desiderio dei collezionisti, come il signor Bennett Levy’s , che ha raccontato al sito Gizmag.com come dietro questo piccolo capolavoro della tecnica ci sia anche la mano di un italiano: quella di Flaminio Bertoni, varesino, emigrato in Francia ed assunto dalla Citroen. Il suo estro partorì la carrozzeria della mitica 2 Cavalli, di cui sono stati venduti 5 milioni di esemplari fino al 1990, e la Citroen DS, la cui linea avveniristica impressionò i critici di allora, che «parlarono di un anticipo di 20 anni rispetto alla concorrenza», come si legge nella biografia che il sito della casa di produzione automobilistica dedica al designer italiano.

IL TELEVISORE – «Ma Flaminio disegnava di tutto» raccontano i responsabili del museo che la sua città natale gli ha dedicato due anni fa, dove sono conservati i modelli, i bozzetti e i brevetti di Bertoni. E tratteggiò anche la forma del TELEAVIA, il cui schermo misura 19 pollici ed e’ contenuto, insieme al tubo catodico, in un elegantissimo chassis in legno. In basso, un box con le due manopole per la ricerca delle frequenze e la regolazione del volume. Lo schermo poteva ruotare, per garantire una visione senza riflesso. Quella tecnologia oggi sta in pochi centimetri di spessore. Le tv sono piatte, essenziali e si appendono al muro come quadri. Eppure la nitidezza dell’immagine non è molto lontana da quella del TELEAVIA Solo che allora per rendere accattivante il fiore all’occhiello della tecnologia francese, progenitore dei moderni schermi ad alta definizione, ma che nell’aspetto restava pur sempre una scatola, i transalpini si rivolsero ad uno dei più grandi designer industriali italiani, allora sconosciuto in patria.

Elvira Pollina

07 ottobre 2009

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