TWITTER: INTERVISTA AD UN TRADUTTORE ITALIANO/ Wired.it

 

Twitter, finora disponibile solo in inglese e giapponese, ha annunciato qualche giorno fa l’avvio di un primo processo di regionalizzazione, con la traduzione del servizio  in altre quattro lingue: italiano, francese, spagnolo e tedesco. Una mossa che punta ad allargare il pubblico del social network, che in Italia si limita a poche decine di migliaia d’iscritti, contro gli oltre 11 milioni di utenti Facebook.

A proporre la traduzione dei termini saranno alcuni  utenti scelti da Twitter. Uno di loro è Tony Siino, uno dei più noti blogger nostrani e pioniere dei micropost in Italia. Tony è infatti iscritto sin dal 2007,  e ad oggi conta un pubblico di 1000 follower, mentre lui stesso segue i tweet di 682 utenti. “Aggiorno il mio status un paio di volte al giorno: il più delle volte scrivo cosa sto facendo, oppure segnalo link interessanti o nuovi post’’ spiega Tony.

W: Come sei stato contattato da Twitter?
Mi hanno inviato una mail in cui mi hanno comunicato che ero stato scelto per partecipare alla traduzione della loro interfaccia, in maniera volontaria.

W: Ti hanno fatto richieste particolari?
Per partecipare al programma di traduzione bisogna accettare una serie di condizioni: innanzitutto, l’assoluta volontarietà e gratuità della collaborazione, che non configura un rapporto di lavoro,  eil riconoscimento a Twitter dei diritti di proprietà  intellettuale dei termini  tradotti.. Chiedono anche di non divulgare nuove funzionalità che dovessero apparire nell’interfaccia durante la  traduzione. Io finora non ne ho viste.

W: Come funziona il meccanismo?
È tutto molto semplice e immediato . Una volta accettate le condizioni, sul proprio profilo Twitter appare un badge laterale. Cliccando su TRANSLATE, spunta un box che contiene degli spazi  ogni termine della pagina. Sotto, spazi editabili  degli  in cui inserire l’espressione o la parola che meglio spiega il concetto in italiano.

Non è obbligatorio tradurre tutto. Ci si può limitare a pochi suggerimenti e si può interrompere il processo quando si vuole, oppure si può passare ad una pagina successiva.  Man mano che si traduce, si sale di livello, in una sorta di gerarchia, si possono confrontare le traduzioni degli altri  e chi avrà dimostrato particolari qualità verrà contattato da Twitter per partecipare a  un forum di discussione sul tema.

W: E poi? Ti hanno spiegato come avverrà la scelta finale?
Da quello che ho capito,  sarà Twitter stessa a tirare le somme, tenendo conto delle espressioni più gettonate.

W: Tu come ti sei comportato? Che termini hai tradotto?
Devo ammettere che per ora mi sono applicato poco. In effetti alcuni termini sono complicati da rendere nella nostra lingua e credo che dovrebbero essere lasciati nella versione inglese: ad esempio, per tweets, io mi sono limitato a italianizzare il plurale, eliminando la s finale e aggiungendo l’articolo all’inizio.

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